Una cosa divertente

Divertente forse non è la parola giusta. Diciamo, senz’altro eloquente rispetto a una “certa” mentalità, la si riscontra in questi giorni leggendo i commenti su Renzi, specie quelli contro. E lo scrivo da scettico in merito a Renzi e alla “rivoluzionarietà” delle idee che ha presentato finora. Ugualmente però non posso fare a meno di notare una cosa: ovvero che molti – tra chi si esprime da sinistra contro Renzi e le sue proposte – non giustificano la propria avversione dicendo molto semplicemente e come sarebbe naturale in una democrazia di sana e robusta costituzione: “sono proposte sbagliate per il paese, non sono d’accordo su questo e quest’altro”, no molti giustificano la propria avversione dicendo molto più drasticamente: “non sono proposte di sinistra!” Il che rispecchia, io credo, un atteggiamento di miopia (che ha peraltro radici molto profonde nella nostra storia) basato su un senso di indimostrata superiorità dell’idea di sinistra “dura e pura” che questa gente ha in mente, rispetto all’idea di una sinistra “in evoluzione” che può avere in mente Renzi o chi lo sostiene.

Come se ci fosse davvero una “sinistra” metafisica da qualche parte (e per alcuni effettivamente c’è e nella storia c’è stata), la purezza della quale va difesa a priori ancora prima di ragionare su e per il bene del paese. Anzi, anche a scapito dell’eventuale bene del paese. Posto che è ancora tutto da dimostrare che quest’ultimo coincida con il renzismo, mi fa molta paura l’arroganza di chi pone il principio identitario della propria parte politica, a prescindere prima di qualsiasi altra considerazione su quello che serve al paese in cui vive. È roba da 900, a essere generosi.


Ma che ti sei bevuto?

Da L’Amaca di Michele Serra del 9/10/2011.

Montanelli prima, Travaglio poi, sono state le illustri ma inascoltate avanguardie di un’Italia moderata e liberale.

Un piccolo contributo recente, tra i tanti che si possono portare ad esempio, sul “moderato” Travaglio lo si legge qui.


Piccola rassegna del sabato

Se non ora quando? Ovvero cosa propone il PD per l’Italia? (Peppino Caldarola su Linkiesta)

«Perché perfino nel pieno del declino del berlusconismo – privato e di governo – le forze riformiste non riescono a mettere in campo scelte programmatiche chiare e un profilo credibilmente innovatore?» (Intervista a Walter Veltroni su La Stampa)

Continua la linea «lasci il partito, non c’è problema» della Bindi. Vedi anche: “casino PD in Sicilia”. (Cerazade)

Un Aldo Grasso “frizzantino” e “on point” su Agorà, lo speciale dedicato da Rai 3 a Steve Jobs, andato in onda giovedì in prima serata. (da CorSera)


Significativo

Leggo su Linkiesta un corsivo del direttore Jacopo Tondelli che dice cose di assoluto buon senso in merito alla protesta odierna dei liceali italiani e penso: «Giustissimo, quasi banale». Scrollo i commenti abbastanza convinto di trovare quasi solo pareri unanimi, una generale condivisione post-ideologica per quelle parole – ripeto, assolutamente di buon senso – e invece leggo questo:

Spero che i “ragazzini” alzino le spalle e se ne freghino di questa “letterina”. Io ho i capelli grigi e quando ero ragazza, già allora si potevano leggere di queste “letterine”. Il contenuto è sempre lo stesso: anche noi, ai nostri tempi siamo andati in piazza, abbiamo manifestato, ma noi eravamo bravi, informati e impegnati e voi no. Noi sappiamo tutto e voi non sapete niente, quindi fatevi da parte e aspettate il vostro turno. Queste “letterine” sono semplici difese del proprio status: ormai siamo vecchi, vogliamo stare tranquilli, voi giovani statevene buoni, che non riusciamo a capirvi.

e questo:

Mi stavo giusto chiedendo quando questa generazione di giovani, che sembrava amorfa, piegata e passiva, avrebbe reagito. Vanno incoraggiati, non frenati: noi abbiamo già dato, adesso è il loro turno. I giovani hanno la forza e la magia, riescono a credere di poter cambiare il mondo e non sta scritto da nessuna parte che non ci riescano. Ci vorrebbe un partito dei giovani. Forza giovani! Virgulti d’Italia, unitevi e reclamate il vostro. E’ un diritto sacrosanto. Senza contare che il fatto stesso che abbiano tirato le uova a Moody’s vuol dire che hanno proprio capito tutto.

e diversi altri sullo stesso tono.

E alla fine capisco che per questo tipo di nostalgie e di nostalgici c’è davvero poco da fare e che ci vuole un tasso d’ipocrisia, di scarso acume e d’irresponsabilità molto alto per non riconoscere gli errori del passato – proprio e altrui – e consigliare con tanta leggerezza, in un momento oltretutto tanto critico, ai giovanissimi del 2011 di ripeterli. Che lo sappiamo o lo dovremmo sapere tutti (ma forse c’è qualcuno, e sono tanti, che fa finta di no) che i cosidetti indignados sono un’altra cosa che, per cominciare, non sono degli adolescenti ma degli universitari o post-universitari e che, per proseguire, non urlano slogan né adottano comportamenti invecchiati di trent’anni.

Che in mezzo a quelle manifestazioni liceali ci siamo stati tutti e sappiamo benissimo come iniziano, dove vanno a finire e che significato hanno, davvero, per molti di quei ragazzi.


Era tutta una start-up

Alla fine si è scoperto che il redirecting di Forzagnocca.it al sito del Pdl era un’operazione di tali Stefano e Michele per promuovere Vinswer, la loro Start-Up con «sede negli Stati Uniti».

La loro lettera ora è, indovinate un po’, su Forzagnocca.it

Yawn.


Regalo

via: Facebook


Jobs around the clock

Uno dei pezzi più belli su SJ l’ha scritto Stefano Pistolini, in prima pagina su Il Foglio di oggi.

La tecnologia è stato l’ultimo rock’ n’ roll.Qualcosa che trasmetteva il brivido e l’eccitazione della gioventù. La morte di Steve Jobs, dopo lunga e invincibile malattia, diventa un passo decisivo nella sbrigativa storicizzazione del fine Novecento, perché il distacco, il divario s’allarga, eppure il nostro stile di vita del presente affonda le radici e le origini principalmente lì, non certo più nelle euforie anni Sessanta.


1956 – 2011

Uno dei suoi migliori keynote.

E un commiato che ho scritto a caldo su Studio.


Il migliore

Il migliore articolo di calcio letto di recente l’hanno scritto negli Stati Uniti. Strano ma vero.

Parla dei due migliori giocatori del mondo e lo trovate qui, su Grantland (che lo stesso giorno ospitava anche un’intervista a Don De Lillo per parlare del prologo di Underworld), il sito creato e diretto da Bill “The Sports Guy“ Simmons che, a proposito di migliori, è probabilmente il migliore scrittore/giornalista di sport vivente.


Satira

Non si parla qui di Vasco Rossi vs Nonciclopedia (a proposito, questa è la pagina incriminata) e nemmeno di dibattere circa il significato del termine. Qui si parla del geniale trabocchetto teso da Ferrara a pagina IV de Il Foglio.

Insomma, di questo e di chi c’è cascato un pelo più di altri.


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